La situazione delle riserve di sangue nelle Isole Canarie è critica. In realtà, tutto ciò che ruota attorno al Banco del Sangue delle Canarie è piuttosto turbolento, ma lo stato attuale delle scorte ha spinto i lavoratori a chiedere soluzioni urgenti di fronte al drastico calo delle riserve.
Fonti interne riferiscono che nella mattinata di venerdì, le scorte dei gruppi sanguigni 0+, 0-, B+ e B- erano ai livelli più critici. Questo significa che le quantità disponibili sono così scarse che si riescono a gestire solo le emergenze. Tale situazione è segnalata dal colore rosso nei grafici che ogni giorno vengono comunicati al personale.
Secondo quanto riportato, nel grafico i gruppi A+ e A- erano invece in colore arancione. Quando un gruppo sanguigno si trova in questa fascia, si lanciano appelli “urgenti” alla donazione. Va ricordato che il livello giallo corrisponde a scorte sufficienti per cinque giorni. Ciò significa che attualmente le scorte sono inferiori a cinque giorni, una situazione particolarmente allarmante.
Una situazione costante
«Questa carenza non è un fatto isolato, si ripete praticamente ogni mese del 2025», ha dichiarato Laura Rodríguez, rappresentante del sindacato Cobas, in una conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi, nella quale ha mostrato dati simili a quelli diffusi venerdì.
L’unico periodo del 2025 in cui si è registrato un notevole aumento delle donazioni è stato quello in cui si è lanciato un appello per garantire riserve sufficienti per un trapianto di polmone. «Quel momento è passato, e siamo di nuovo in una situazione in cui non riusciamo a soddisfare le esigenze ospedaliere», ha avvertito Rodríguez.
La gestione sotto accusa
Di fronte a questo scenario, i lavoratori del Banco del Sangue ritengono “incomprensibile” che il direttore della Donazione di Sangue, Iván Santiago Falcón, abbia dichiarato che “non esiste uno stock critico”, pur ammettendo che “va rafforzato”. Falcón è stato nominato dopo la rimozione dell’ex presidente dell’Instituto Canario de Hemodonación y Hemoterapia (ICHH), Gemma Torres Aguiar, coinvolta in una controversia per aver dichiarato una laurea in giurisprudenza mai ufficialmente certificata. Anche Falcón fa parte del partito Unidos por Gran Canaria.
Secondo i lavoratori, alla base della crisi c’è una cattiva organizzazione e una mancanza di gestione e leadership da parte dei responsabili di quello che era l’ICHH e che ora è la Direzione Generale di Emodonazione e Emoterapia. Denunciano che attualmente la direzione non dispone né di un organigramma né di una pianta organica.
Segnalano inoltre che non è stato stabilizzato il personale previsto per il 2024, e che non si utilizzano le liste ufficiali di assunzione, nonostante la necessità di impiegare personale esperto, che oggi può solo coprire le assenze temporanee. A tutto questo si aggiunge la carenza di personale.
Lavoratori senza rappresentanza sindacale
A peggiorare la situazione, si è aggiunto un fatto particolarmente grave: il Ministero della Sanità ha sciolto i comitati aziendali dell’ICHH di Santa Cruz de Tenerife e Las Palmas. Una decisione presa due giorni dopo la convocazione di una manifestazione dei lavoratori davanti al Parlamento, e senza che fossero indette elezioni sindacali per eleggere i loro rappresentanti legali.
Per questo, di fronte alla crisi delle riserve di sangue e alle carenze gestionali e lavorative, i lavoratori chiedono “una gestione più efficiente del servizio”, perché da essa dipende la possibilità degli ospedali di avere scorte sufficienti per rispondere ai bisogni sanitari della popolazione.

