L’arresto è avvenuto lo scorso lunedì e si prevede che l’uomo venga presentato oggi all’autorità giudiziaria. La famiglia della vittima, un noto imprenditore, aveva lanciato un appello pubblico.
A quasi due mesi dalla morte improvvisa di Juan Francisco Rosales Santana, 59 anni, (in foto sopra) colpito – secondo le prime ricostruzioni – da un pugno mentre rientrava a casa in compagnia di un amico, le indagini condotte con determinazione dagli agenti specializzati della Polizia Nazionale di Santa Cruz de Tenerife hanno portato all’arresto di un sospettato in relazione ai fatti.
L’arresto è stato eseguito lunedì scorso. Si tratta di un uomo, la cui identità non è stata resa nota, che al momento si trova nei locali di sicurezza di una commissariato della Polizia Nazionale nella capitale dell’isola.
In linea di principio, è previsto che nel corso della giornata odierna il fermato venga portato davanti al giudice, il che consentirà di accertare se si tratti effettivamente del presunto responsabile della morte violenta di Fran.
La notizia ha suscitato particolare interesse a causa della forte risonanza mediatica e dell’allarme sociale generato dal caso, anche per l’apparente assenza di motivazioni e di indizi utili a individuare l’aggressore. Secondo il racconto dell’amico che era con lui la notte dei fatti, l’aggressione sarebbe avvenuta all’improvviso, senza alcun motivo apparente né scambio di parole, da parte di un individuo appartenente a un gruppo di giovani incontrati per strada.
I fatti risalgono alla notte del 16 marzo scorso, quando Fran, in compagnia del suo amico Juan, con il quale aveva appena bevuto qualcosa al “City” – un locale che frequentavano abitualmente – uscì dal bar per dirigersi verso l’auto di Fran, prendere le chiavi e proseguire in taxi.
È in quel momento che, secondo la testimonianza di Juan, un individuo appartenente a un gruppo di giovani lo avrebbe colpito con estrema violenza, facendolo cadere a terra in stato critico. I soccorsi arrivarono rapidamente, ma Fran non si riprese mai. Morì due giorni dopo in ospedale per morte cerebrale.
L’aggressione non si limitò a Fran: anche il suo amico venne preso di mira, anche se, a suo dire, uno dei presenti intervenne per fermare l’aggressione.
Ora, grazie al lavoro degli inquirenti, cominciano a emergere elementi che potrebbero chiarire quanto accaduto in quella tragica notte.

