Lola Padrón, Diputada del Común nelle Canarie, avvia un’indagine d’ufficio per il collasso delle urgenze ospedaliere: “La situazione è molto preoccupante”.
La Diputación del Común avvierà un’indagine d’ufficio sulle condizioni dei servizi di emergenza ospedaliera, data la situazione attuale nei centri sanitari, in particolare all’Hospital Universitario de Canarias (HUC) e al Doctor Negrín.
“La situazione della sanità è molto preoccupante, non possiamo permettere il continuo deterioramento che mette in pericolo le persone e, soprattutto, i più vulnerabili”, ha dichiarato la Diputada del Común, Lola Padrón.
Da parte sua, il primo aggiunto e responsabile della Sanità, Antonio Alarcó, ha denunciato che l’Hospital Universitario de Canarias (HUC) “è quello con il minor numero di sanitari per posto letto” e che il 64% dei suoi pazienti ricoverati “è di tipo sociosanitario”.
Alarcó ha aggiunto che “all’HUC c’è meno personale che mai, con lo stesso volume di servizi. Ci sono al massimo tre medici di guardia per turno, mentre all’Hospital Universitario Nuestra Señora de Candelaria ce ne sono dieci, una differenza enorme”.
La consigliera della Sanità, Esther Monzón, ha dichiarato ieri che i pronto soccorso dei quattro principali ospedali dell’arcipelago assistono più di 1.000 pazienti al giorno, mentre, secondo l’Associazione El Defensor del Paciente, l’HUC è l’ospedale che riceve il maggior numero di reclami.
Nel 2024, la Diputación del Común ha ricevuto oltre 200 denunce relative a diversi aspetti sanitari, di cui circa 90 riguardanti il pronto soccorso. Per questo motivo, il responsabile dell’area sanitaria ha insistito sulla “valanga di reclami e sulla necessità di avviare un’indagine d’ufficio per cercare di chiarire la situazione che colpisce così tanti cittadini”.
Lola Padrón ha inoltre ricordato che “è un dato di fatto” che l’invecchiamento demografico “moltiplica le esigenze di assistenza, il sovraffollamento nei pronto soccorso degli ospedali, le liste d’attesa per le visite specialistiche, i ritardi negli interventi chirurgici e negli appuntamenti con la Medicina Generale”, a cui si aggiungono “la carenza di personale segnalata dai sindacati, la mancanza di risorse per la salute mentale e un elenco infinito di denunce che evidenziano il deterioramento del nostro sistema sanitario”.
Secondo Padrón, “non dobbiamo dimenticare che le politiche sociali sono ciò che ci permette di avanzare verso un futuro più giusto, equo e solidale”.
La punta dell’iceberg
Secondo la Diputación del Común, “questa parte visibile delle denunce rappresenta solo una piccola frazione del totale”. Il numero di persone che si reca ai pronto soccorso varia a seconda del periodo dell’anno e, negli ultimi giorni, è aumentato a tal punto che “i tempi di attesa per ricevere assistenza si sono prolungati per diverse ore”, con alcuni pazienti che “sono stati visitati solo il giorno successivo”, oltre a quelli che “se ne vanno senza essere assistiti” per poi tornare in un altro momento.
Si registra inoltre un “aumento dei ritardi nell’erogazione dell’assistenza”, che supera tutte le altre segnalazioni, e una “insoddisfazione per la qualità del servizio ricevuto”, con episodi in cui si lamentano “atteggiamenti inadeguati da parte del personale sanitario”. Tuttavia, nessuno mette in dubbio la professionalità dei medici e degli infermieri, che “sono esausti e, in molti casi, subiscono insulti e persino atti di violenza”.
Questa situazione ha un doppio impatto, sia sulla popolazione che sul personale sanitario, “da qui la necessità di indagare e ottenere informazioni affidabili per poter mediare con l’amministrazione e stabilire protocolli che migliorino l’assistenza”, ha sottolineato la Diputación del Común.

