Le Canarie si confermano tra le regioni con gli stipendi più bassi in Spagna. Nel 2023, il salario medio lordo nelle isole è stato di 1.987,9 euro mensili, superando solo l’Estremadura, che si ferma a 1.915,9 euro. I dati sono stati elaborati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE) sulla base dell’Indagine sulla Popolazione Attiva (EPA).
In Estremadura però il costo della vita e degli affitti sono sensibilmente più bassi rispetto alle Isole Canarie, un fattore che deve essere considerato.
Un aumento nazionale, ma disuguaglianze regionali
A livello nazionale, il salario medio lordo ha raggiunto nel 2023 i 2.273 euro al mese, segnando un incremento del 7,3% rispetto all’anno precedente e registrando il valore più alto dal 2006, anno in cui sono iniziate le rilevazioni. Questo aumento è il più significativo dal 2008.
Nonostante questa crescita, si osservano grandi differenze tra le regioni: i Paesi Baschi (2.624,3 euro), Madrid (2.575,5 euro) e Navarra (2.515,7 euro) guidano la classifica dei salari più alti.
Distribuzione salariale: fasce e disparità
Nel 2023, il 40% dei lavoratori spagnoli ha percepito uno stipendio compreso tra 1.534,7 e 2.548,2 euro lordi mensili. Il 30% ha guadagnato almeno 2.548,2 euro, mentre il restante 30% ha ricevuto meno di 1.534,7 euro. Tra questi ultimi, circa 1,8 milioni di persone hanno percepito meno di 1.000 euro mensili nel loro impiego principale.
Le disparità salariali coinvolgono soprattutto donne, giovani, lavoratori con contratti temporanei e settori specifici come l’ospitalità e l’agricoltura.
Donne, giovani e contratti temporanei: i più penalizzati
Le donne continuano a percepire salari medi inferiori rispetto agli uomini: nel 2023, lo stipendio medio femminile è stato di 2.063,2 euro contro i 2.467,9 euro degli uomini. Questa differenza è attribuita alla maggiore presenza di donne in lavori part-time, temporanei e settori meno remunerativi.
Anche i giovani sotto i 25 anni sono tra i più penalizzati, con uno stipendio medio lordo di 1.387,4 euro al mese, contro i 2.522,2 euro percepiti dai lavoratori di età compresa tra 45 e 55 anni.
Infine, i contratti temporanei comportano una retribuzione media di 1.832,3 euro mensili, significativamente inferiore rispetto ai 2.363,2 euro dei contratti a tempo indeterminato.
Settori e regioni: chi guadagna di più e chi di meno
I settori meno remunerativi includono il lavoro domestico (1.014,5 euro), l’ospitalità (1.455,9 euro) e l’agricoltura (1.561,6 euro), caratterizzati da un’elevata presenza di contratti temporanei e a tempo parziale. Al contrario, i salari più alti si trovano nell’energia (4.067,2 euro), nei servizi finanziari (3.542,9 euro) e nella pubblica amministrazione (2.948,9 euro).
Questa disparità è evidente anche tra settore pubblico e privato: i lavoratori pubblici hanno percepito uno stipendio medio di 3.026,1 euro, nettamente superiore ai 2.091 euro del settore privato.
Le Canarie, pur essendo una delle destinazioni turistiche più importanti del paese, rimangono tra le regioni con i salari più bassi, evidenziando la necessità di strategie economiche per ridurre queste disuguaglianze.

