Una portavoce denuncia al Parlamento la situazione delle lavoratrici. Ashotel sottolinea che il contratto collettivo attualmente in vigore prevede aumenti salariali ogni anno, anche durante la pandemia.
Miriam Barrios, portavoce delle kellys alle Canarie, ha criticato duramente ieri il salario “indegno e miserabile” percepito dalle cameriere ai piani negli hotel dell’arcipelago, prevedendo che il settore alberghiero sia destinato a “andare a rotoli” a causa della mancanza di forza lavoro. “I nostri corpi sono stanchi e non ce la facciamo più”, ha dichiarato davanti alla Commissione Turismo e Lavoro del Parlamento delle Canarie, dove è intervenuta su richiesta del gruppo socialista, alla presenza dell’assessora del settore, Jessica de León, che è rimasta ad ascoltare il suo intervento.
“Non è un segreto” che ci siano grandi difficoltà a trovare lavoratrici: è quasi una “missione impossibile”, dato che occorre pulire in media 25 camere al giorno e rifare 50 letti, oltre a spingere un carrello che pesa il doppio o il triplo, per otto ore, per un salario di 1.360 euro in 14 mensilità. “Vi sembra un settore attraente con queste condizioni? Direste a un vostro familiare di lavorare come cameriera ai piani? Non c’è bisogno che rispondiate”, ha affermato Barrios. Ha sottolineato che essere cameriera ai piani è “sinonimo di precarietà lavorativa” ed è un lavoro prevalentemente “femminile”, poiché le donne rappresentano il 98% della forza lavoro.
Barrios ha criticato Vox per non aver votato a favore della riforma della legge sul turismo, che proponeva l’introduzione di letti elevati negli hotel e negli appartamenti.
Da parte sua, Ashotel ha evidenziato che, nel contratto collettivo della provincia di Santa Cruz de Tenerife, le cameriere ai piani fanno parte dell’organico delle aziende: “Non sono subappaltate, a differenza di quanto accade in altri contratti simili”.
L’associazione degli albergatori sottolinea che il contratto collettivo in vigore (2022-2026) prevede aumenti salariali annuali (l’ultimo è stato del 2,5%), “anche durante i difficili anni della pandemia, con un turismo completamente fermo”.
Aggiunge che “si lavora costantemente attraverso i comitati di salute sul lavoro per migliorare le condizioni psicosociali del personale”. Nel 2017, spiega, “è stato presentato il primo studio per migliorare le condizioni di benessere lavorativo, che includeva la proposta di prepensionamento a 58 anni, attualmente al vaglio del Ministero della Sicurezza Sociale”. Ashotel ribadisce di essere “sempre aperta a negoziazioni, nel contesto della commissione negoziatrice del contratto collettivo”.

