Rosa Dávila, presidente del Cabildo di Tenerife, ha espresso il suo netto rifiuto alla decisione del Governo centrale spagnolo di porre fine alla gratuità del trasporto pubblico nelle Canarie, difendendo la necessità di proseguire con questa misura per tutta la popolazione. “Abbiamo ottenuto un aumento del 44% nel numero di utenti del trasporto pubblico”, ha dichiarato Dávila, avvertendo che l’eliminazione di questa gratuità avrebbe un impatto grave sulla mobilità e sulla sostenibilità dell’arcipelago.
Durante una conferenza stampa successiva al Consiglio di Governo, Dávila ha ribadito il suo impegno verso i cittadini di Tenerife, dichiarando: “Difenderò con fermezza, come sta già facendo il Governo delle Canarie, la necessità di mantenere la gratuità del trasporto pubblico per tutti, senza alcuna distinzione”.
Dávila ha sottolineato i benefici della misura, introdotta nel gennaio 2023, che ha prodotto un effetto estremamente positivo: “L’aumento del 44% degli utenti dimostra che questa è una soluzione efficace per i gravi problemi di mobilità che affrontiamo sull’isola. È fondamentale che lo Stato continui a finanziare questo servizio per avanzare verso una mobilità sostenibile”. Ha inoltre esortato il Governo di Pedro Sánchez a rispettare il suo impegno di erogare i 81 milioni di euro promessi per coprire i costi del 2023 e a garantire la continuità della gratuità tramite un decreto legge.
La presidente del Cabildo ha evidenziato che il rispetto di questo impegno è cruciale non solo per mantenere il servizio attuale, ma anche per garantirne la sostenibilità a lungo termine, evitando di gravare ulteriormente sulle finanze del Governo delle Canarie e dei Cabildos insulari.
Dávila ha anche criticato l’intenzione del Governo centrale di limitare la gratuità del trasporto pubblico solo a determinati gruppi, sottolineando che la realtà delle Canarie è diversa rispetto ad altre regioni della Spagna. “Non facciamo parte della Rete di Interesse Ferroviario dello Stato, il che ci impedisce di accedere ai fondi nazionali che altre regioni ricevono per migliorare le loro infrastrutture di trasporto. Questa discriminazione deve essere corretta immediatamente. Mentre in altre zone della Spagna si costruiscono treni, noi dipendiamo quasi esclusivamente da autobus e tram, che ora vogliono far pagare ai canari”, ha concluso.

