Negli ultimi mesi, Tenerife è stata teatro di un preoccupante aumento dei furti di autoveicoli. Le segnalazioni di mezzi rubati si moltiplicano nei gruppi Facebook locali, creando preoccupazione tra i residenti. Tra le vittime non ci sono solo autovetture, ma anche furgoni, camper e motociclette, categorie particolarmente prese di mira dai malviventi.
Nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, che qualche tempo fa avevano sgominato una banda dedita al furto di motociclette, recuperando decine di mezzi rubati, i criminali sembrano aver trovato nuove modalità operative.
Anche i noleggiatori di scooter lanciano l’allarme: da tempo lamentano un’escalation nei furti dei loro mezzi, che vengono spesso rubati e smontati per estrarre pezzi di ricambio, per poi gettare via il telaio del mezzo. Nonostante l’uso di sofisticati sistemi di antifurto satellitare, i ladri riescono a bypassare queste misure di sicurezza, lasciando i proprietari con ingenti perdite economiche.
Si registra anche un aumento dei furti di pezzi di ricambio auto lasciate in sosta in zone un po’ isolate e poco transitate. Vengono rubate le ruote, ma anche altri componenti. Negli ultimi mesi questa sorte è toccata a diversi veicoli in sosta nella zona commerciale e industriale di Las Chafiras, che di notte è poco frequentata.
Il fenomeno preoccupa non solo per i danni materiali, ma anche per l’impatto che ha sulla sicurezza percepita nell’isola, ancora considerata un’oasi di tranquillità. Gli appelli alle autorità si fanno sempre più pressanti, con la richiesta di un aumento dei controlli e un rafforzamento delle misure preventive per arginare questo fenomeno dilagante.
Le forze dell’ordine, dal canto loro, continuano a lavorare per contrastare questi crimini, ma il compito si presenta arduo. Nel frattempo, i cittadini e i turisti sono invitati a prestare la massima attenzione, adottando tutte le precauzioni possibili per proteggere i propri veicoli.
Fino a qualche anno fa, episodi come questi erano casi isolati, ma ultimamente si sono moltiplicati in modo preoccupante, anche in virtù del fatto che ci troviamo in un’isola piuttosto limitata territorialmente. Il sospetto è che i veicoli sottratti possano essere imbarcati, magari con l’ausilio di targhe e documenti falsi, e inviati altrove, con tutta probabilità in altri paesi.

