L’assessore alle emergenze dell’isola invia un messaggio di calma e assicura che si tratta di processi completamente normali.
Il Cabildo de La Palma ha avviato martedì il protocollo del Piano di Emergenza Insulare in determinate aree dell’isola, dopo la rilevazione di picchi puntuali nella concentrazione di gas a Puerto Naos. Darwin Rodríguez, assessore alle emergenze, ha spiegato in un comunicato che i servizi di emergenza sono stati immediatamente attivati e sono già schierati permanentemente nella zona.
Questo evento si verifica a pochi giorni dal terzo anniversario dell’eruzione vulcanica che ha colpito l’isola. Secondo Rodríguez, si tratta di “processi normali e naturali” che sono sotto la costante supervisione del Comitato Scientifico. Ha inoltre assicurato che i protocolli di sicurezza stabiliti vengono seguiti alla lettera per garantire la protezione dei residenti, sottolineando che la zona è “il luogo più monitorato del mondo”.
Per effettuare questo controllo, sono stati installati 1.156 rilevatori all’interno degli edifici e altri 194 in spazi pubblici, permettendo un monitoraggio esaustivo. Questi dispositivi consentono un accesso sicuro alle abitazioni sempre che la concentrazione di gas non superi le 700 ppm (parti per milione), secondo quanto dettagliato nel comunicato del Cabildo.
Nonostante l’aumento delle misurazioni, non è stato necessario evacuare i residenti delle zone interessate. La situazione è stata controllata attraverso la ventilazione degli spazi, e le concentrazioni di gas osservate non rappresentano un rischio per la popolazione. Infatti, si sottolinea che questi livelli “potrebbero essere considerati normali in luoghi senza ventilazione in qualsiasi altra area non colpita dall’eruzione”.
Infine, Rodríguez ha evidenziato che l’attivazione del protocollo conferma l’efficacia dei sistemi di monitoraggio e emergenza, consentendo un monitoraggio rigoroso e la possibilità di intervenire rapidamente se necessario.
Gli esperti escludono segnali di una riattivazione del vulcano di La Palma
Il direttore di Involcan, Nemesio Pérez, afferma che i vulcani monogenetici, come il Cumbre Vieja, “non erutteranno di nuovo”.
Il direttore dell’Istituto Vulcanologico delle Canarie (Involcan), Nemesio Pérez, ha negato categoricamente l’esistenza di parametri che indichino una possibile riattivazione del vulcano di La Palma, basandosi sulle reti strumentali permanenti che sorvegliano le istituzioni scientifiche.
Pérez, accompagnato dalla direttrice tecnica dell’Istituto Geografico Nazionale (IGN), Carmen López, e dal presidente del Cabildo de La Palma, Sergio Rodríguez, ha criticato i “titoli sensazionalistici della stampa che distorcono la realtà e minano la fiducia dei cittadini nei mezzi di comunicazione e nelle istituzioni” e ha ricordato che i vulcani monogenetici, come il vulcano Cumbre Vieja, “non erutteranno di nuovo”.
Il direttore di Involcan ha elogiato il programma di sorveglianza della concentrazione di gas di origine vulcanica Alerta CO2, un progetto “made in Spain” che, secondo Nemesio Pérez, “sorprende in tutte le conferenze scientifiche e genera una buona immagine fornendo informazioni utili per gestire il problema”.
La direttrice dell’IGN, Carmen López, ha ribadito il messaggio sottolineando che “non c’è alcuna differenza” nell’attività vulcanica del vulcano di La Palma, con l’unica novità che è stata dimostrata “la robustezza” del progetto Alerta CO2, che monitora le concentrazioni di gas all’interno e all’esterno delle abitazioni.
López ha spiegato che è stata completata la prima fase di dispiegamento della rete di sensori di CO2, con oltre 1.200 strumenti che forniscono misurazioni in tempo reale dall’interno delle abitazioni, inviando i dati a un centro di allerta con personale attivo 24 ore su 24, “per tutto il tempo necessario”.
“Il CO2 è una realtà e sarà presente qui nei prossimi anni”, ha affermato la vulcanologa, poiché non è stata identificata una tendenza che permetta di prevedere la fine del fenomeno a breve o medio termine.
López ha assicurato che l’obiettivo del progetto Alerta CO2 è convivere con la presenza di gas “con rischio zero per chi vi è esposto”, e per questo è stata proposta una scala di livelli di qualità dell’aria per richiedere ai residenti di ventilare le proprie abitazioni per ridurre queste concentrazioni di anidride carbonica.
Il presidente del Cabildo de La Palma, Sergio Rodríguez, ha sottolineato l’incertezza generata da informazioni imprecise che hanno anche danneggiato la ripresa dell’isola, con cancellazioni di turisti che avevano programmato di trascorrere le loro vacanze a Puerto Naos. Ha inoltre ribadito che grazie alla rete di sensori installata nei nuclei di Puerto Naos e La Bombilla, queste aree sono considerate “le più sicure del mondo”, confermando la sua fiducia affermando che sta soggiornando con la sua famiglia nella zona.

